Studio legale a Bologna e Gaggio Montano

Certificato di Prevenzione Incendi: profili penali e civili di proprietari ed amministratori.

 

 

Il Certificato Prevenzione Incendi (CPI) attesta il rispetto della normativa di prevenzione di incendi, oltre alla sussistenza dei requisiti di sicurezza nei locali in cui si svolgono attività che comportano l'impiego o la detenzione di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti che comportino – in casi di incendio – gravi pericoli per l'incolumità della vita e dei beni.

Tali attività sono individuate da un decreto del Presidente della Repubblica (d.P.R. n. 151/2011) che specifica anche il periodo di validità del certificato, nonché l'obbligo di richiederne il rinnovo alla scadenza «sia a seguito di intervenute modifiche della struttura dei luoghi o delle quantità e qualità delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi e ogniqualvolta sopraggiunga una modifica delle condizioni di sicurezza precedentemente accertate».

 


Sanzioni per omessa Certificazione Prevenzione Incendi

 

Vari profili penali e civili possono colpire il proprietario, l'amministratore ed il venditore di una attività sottoposta ad obbligo della CPI.

 

 

"Chiunque, in qualita' di titolare di una delle attivita' soggette ai controlli di prevenzione incendi, ometta di presentare la segnalazione certificata di inizio attivita' o la richiesta di rinnovo periodico della conformita' antincendio e' punito con l'arresto sino ad un anno o con l'ammenda da 258 a 2.582 euro, quando si tratta di attivita' che comportano la detenzione e l'impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti, da cui derivano in caso di incendio gravi pericoli per l'incolumita' della vita e dei beni, da individuare con il decreto del Presidente della Repubblica previsto dall'articolo 16, comma 2."

"Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni rese ai fini della presentazione della segnalazione certificata di inizio attivita' o della richiesta di rinnovo periodico della conformita' antincendio, attesti fatti non rispondenti al vero e' punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103 a 516 euro. La stessa pena si applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime."

"Ferme restando le sanzioni penali previste dalle disposizioni vigenti, il prefetto puo' disporre la sospensione dell'attivita' nelle ipotesi in cui i soggetti responsabili omettano di: presentare la segnalazione certificata di inizio attivita' o la richiesta di rinnovo periodico della conformita' antincendio; richiedere i servizi di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo e intrattenimento e nelle strutture caratterizzate da notevole presenza di pubblico per i quali i servizi medesimi sono obbligatori. La sospensione e' disposta fino all'adempimento dell'obbligo."

 

 


 

 

 

DANNI CAGIONATI DA ANIMALI SELVATICI, IL NUOVO ORIENTAMENTO DELLA GIURISPRUDENZA
I danni cagionati dalla fauna selvatica sono risarcibili dalla P.A. ex art. 2052 c.c. giacché, da un lato, il criterio di imputazione della responsabilità previsto da tale disposizione si fonda non sul dovere di custodia, ma sulla proprietà o, comunque, sull'utilizzazione dell'animale e, dall'altro, le specie selvatiche protette ex L. n. 157/1992 rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato.

 

 

 

L'ACCETTAZIONE DELLA LAPAROTOMIA DA PARTE DEL TESTIMONE DI GEOVA NON IMPLICA CONSENSO ALL'EMOTRASFUSIONE
Il Testimone di Geova, che fa valere il diritto di autodeterminazione in materia di trattamento sanitario a tutela della libertà di professare la propria fede religiosa, ha il diritto di rifiutare l'emotrasfusione pur avendo prestato il consenso al diverso trattamento che abbia successivamente richiesto la trasfusione, anche con dichiarazione formulata prima del trattamento medesimo, purchè dalla stessa emerga in modo inequivoco la volontà di impedire la trasfusione anche in ipotesi di pericolo di vita.
Sentenza n. 29469 della Cassazione del 23 dicembre 2020.

 

 


PROCEDIBILE L'AZIONE SE LA COMPAGNIA HA RICEVUTO ANCHE A MEZZO FAX LA RICHIESTA RISARCITORIA
Secondo la Cassazione, ordinanza 23 dicembre 2020, n. 29464, deve ritenersi procedibile la domanda risarcitoria, ancorchè inoltrata con strumenti diversi dalla raccomandata - tra cui il fax- qualora ne sia dimostrata l'avvenuta ricezione da parte del destinatario.

MULTA PER ECCESSO DI VELOCITÀ: IL TUTOR DEVE ESSERE SOTTOPOSTO A VERIFICHE PERIODICHE

 

Tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, e in caso di contestazioni circa l'affidabilità dell'apparecchio il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate.

 

 

 

Ordinanza della Corte di Cassazione del 9 novembre 2020, numero 24993.

 

MISURE RESTRITTIVE EMERGENZIALI COVID-19 E ILLECITI AMMINISTRATIVI

 

 

Le disposizioni contenute nel Decreto Legge n. 19/2020, emesso il 25 marzo superano quelle contenute nel Decreto Legge numero 6 del 23.02.2020 che richiamavano il reato di cui all'art 650 del Codice Penale (arresto fino a sei mesi e con l'ammenda fino a €. 206 che poteva essere trasformata, tramite domanda di oblazione, in sanzione amministrativa pari ad €. 103,00).

Infatti "fatto salvo che il fatto costituisca reato", la violazione delle misure di contenimento alla diffusione del Coronavirus è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da €. 400 ad €. 3.000.

L'introduzione ex novo di questa sanzione amministrativa, porta alla disapplicazione dell'art. 650 c.p. e all'impossibilità di concorrere con altre sanzione amministrative, quindi a loro volta disapplicate, eventualmente emanate dagli enti locali.
Nelle ipotesi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni.

Esistono inoltre delle circostanze aggravanti quali:
– Utilizzo di un veicolo.
Se la violazione avviene mediante l'utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo, ossia con una sanzione da €. 533,33 fino a €. 4.000,00

 

– Reiterazione dell'illecito
La sanzione principale è raddoppiata, mentre l'accessoria di cui sopra – per le attività commerciali, professionali, e d'impresa – è applicata nella misura massima, ossia di 30 giorni.

 

 

 

 

CONTESTAZIONE VERBALI E MULTE PER EMERGENZA CORONAVIRUS

 

 

 

 

Nel caso il cittadino ritenga di avere subito una sanzione ingiusta potrà inviare una contestazione entro 30 giorni dalla ricezione del verbale all'Autorità che ha applicato la sanzione ( al Prefetto se la sanzione è stata applicata dalla Polizia di Stato, Carabinieri o Guardia di Finanaza, al Comune, se la sanzione è stata emessa dai Vigili Urbani, alla Provincia se dalla Polizia provinciale) tramite PEC o raccomandata a/r.

Di seguito vengono riporati gli indirizzi di Prefettura di Bologna e Polizia Municipale di Bologna come esempio.

Prefettura di Bologna
Via IV Novembre, 24 - 40126 Bologna
P.E.C.: protocollo.prefbo@pec.interno.it


Polizia Municipale di Bologna
via Enzo Ferrari, 42- 40138 Bologna
P.E.C.: verbalicodicedellastrada@pec.comune.bologna.it
P.E.C.: poliziamunicipale@pec.comune.bologna.it

 

Questa fase potrà essere utile per documentare l'eventuale corrispondenza della condotta contestata alle scriminanti previste espressamente dalla legge.
Un esempio attuale sono quelle previste relativamente alle misure anti Covid-19, che annoverano le esigenze di lavoro e di salute, quelle di necessità, come l'approvvigionamento alimentare e di farmaci, le previsioni metriche per l'attività motoria.

Qualora la tesi difensiva non venga accolta e venga ritenuto fondato l'accertamento, è emessa l'ordinanza-ingiunzione con indicazione motivata della sanzione e la multa sarà raddoppiata rispetto all'importo originale.

 





RICORSO AVVERSO ORDINANZA-INGIUNZIONE PER VIOLAZIONE NORME EMERGENZIALI COVID-19

 

 

 


In tal caso sarà possibile opporsi al rigetto proponendo entro 30 giorni ricorso innanzi al Giudice di Pace competente per territorio.



GIUDICE DI PACE DI BOLOGNA
Via Barontini n. 16 - 40137 Bologna (BO)

Email: gdp.bologna@giustizia.it
Sito: www.giudicedipace.bologna.it

competente per i comuni di:
Anzola, Emilia, Minerbio, Argelato, Monghidoro, Baricella, Monte San Pietro, Bentivoglio, Montertenzio, Calderara di Reno, Monzuno, Casalecchio Di Reno, Ozzano Dell'Emilia, Castel D'Aiano, Pianoro, Castel Maggiore, Sala Bolognese, Castello D'Argile, San Giorgio di Piano, Castenaso, San Giovanni In Persiceto, Crevalcore, San Lazzaro Di Savena, Galliera, San Pietro in Casale, Granarolo dell'Emilia, Sant'Agata Bolognese, Grizzana Morandi, Sasso Marconi, Loiano, Valsamoggia, Malalbergo, Vergato, Marzabotto, Zola Predosa.


GIUDICE DI PACE DI PORRETTA TERME
Via Mazzini n.171 - 40046 Porretta Terme (BO)

Email: gdp.porrettaterme@giustizia.it

competente per i comuni di:
Castel di Casio, Granaglione, Castiglione Dei Pepoli, Lizzano in Belvedere, Camugnano, San Benedetto Val di Sambro, Gaggio Montano.

 

Si ricorda che il termine per presentare gli scritti difensivi è sospeso fino al 15 maggio 2020;  ne deriva che il termine di 30 giorni inizierà a decorrere dal 16 maggio 2020.

 

 

 


 

 

 

Circolare Inail n. 13 del 3 aprile 2020

 

 

Sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per il conseguimento delle prestazioni Inail. Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro. Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19". Articolo 34, commi 1 e 2; articolo 42 commi 1 e 2, all'articolo 34, commi 1 e 2.

 

 

 

[...] in considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020, il decorso dei termini di decadenza relativi alle richieste di prestazioni erogate dall'Inail è sospeso di diritto e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Sono altresì sospesi, per il medesimo periodo e per le stesse prestazioni di cui al comma 1, i termini di prescrizione. Sono, infine, sospesi i termini di revisione della rendita su domanda del titolare, nonché su disposizione dell'Inail, previsti dall'articolo 83 del d.p.r. n. 1124 del 1965 che scadano nel periodo indicato al comma 1. Detti termini riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. [...]

 

 


 

 

Coronavirus, i contagi di medici, infermieri e operatori delle strutture sanitarie,
sono tutelati come infortuni sul lavoro

 

 

 

I contagi da nuovo Coronavirus di medici, infermieri e altri operatori dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale e di qualsiasi altra struttura sanitaria pubblica o privata assicurata con l'Inail, avvenuti nell'ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell'attività lavorativa, sono tutelati a tutti gli effetti come infortuni sul lavoro.


Si presume, infatti, che il contagio sia una conseguenza delle mansioni svolte.
Sono tutelati, inoltre, anche i casi di contagio da Covid-19 avvenuti nel percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro, che si configurano quindi come infortuni in itinere.
Copertura Inail anche per quarantena e isolamento domiciliare.
Gli operatori che risultino positivi al test di conferma del contagio sono ammessi alla tutela dell'Istituto, che si estende a tutte le conseguenze dell'infortunio.
Nei casi di infezione da nuovo Coronavirus, in particolare, copre l'astensione dal lavoro dovuta a quarantena o isolamento domiciliare per l'intero periodo e quello eventualmente successivo, dovuto a prolungamento di malattia che determini una inabilità temporanea assoluta.
Per il datore di lavoro resta l'obbligo di denuncia/comunicazione all'Istituto.


L'Azienda sanitaria locale o la struttura ospedaliera/sanitaria privata di appartenenza del personale infortunato, in qualità di datori di lavoro pubblico o privato, come per gli altri casi di infortunio sono tenute a effettuare la denuncia/comunicazione di infortunio all'Inail.

È confermato, inoltre, l'obbligo da parte del medico certificatore di trasmettere all'Istituto il certificato medico di infortunio.

 

 


 

 

 

 

 

Coronavirus: gli obblighi dell'amministratore di condominio

 

 

 

 

L'emergenza epidemiologica da Covid-19 ha imposto a tutti di rivisitare il proprio comportamento quotidiano, soprattutto in relazione agli adempimenti che la legge dispone di effettuare, a volte entro termini tassativi. Il legale rappresentante della collettività condominiale è vincolato da numerosi obblighi legislativamente disposti, la violazione dei quali può comportare sia la revoca del suo incarico sia una sanzione amministrativa o addirittura penale a suo esclusivo carico. Non sempre la normativa dettata al fine di superare positivamente l'attuale situazione di crisi prende nella dovuta considerazione le esigenze di coloro che vivono in un condominio.

 

 


 

Processo Civile

PROCESSO CIVILE

 

Il Processo Civile è disciplinato prima di tutto dal Codice di Procedura Civile, ma anche da molteplici leggi speciali e ha la funzione di tutelare i diritti soggettivi assicurando in tal modo una delle principali garanzie costituzionali del nostro ordinamento, ovvero il diritto di azione, di cui all'articolo 24 della Costituzione Italiana.


Per raggiungere il proprio obiettivo di tutelare i diritti soggettivi, il processo civile si articola in vari tipi di attività.

 

  • Processo di cognizione disciplinato dal Libro II del c.p.c., che può essere di mero accertamento, se l'attore si limita a chiedere l'accertamento dell'esistenza e del modo di essere del diritto soggettivo, di condanna, se l'attore oltre all'accertamento chiede al giudice la condanna del convenuto alla reintegrazione del diritto soggettivo affermato come leso o violato, o, infine, costitutivo se con la propria domanda l'attore promuove un'azione costitutiva, cioè rivolta a ottenere dal giudice un provvedimento di costituzione, modificazione o estinzione di un rapporto giuridico.

 

  • Processo di esecuzione forzata, disciplinato dal Libro III del c.p.c., il quale è finalizzato a far ottenere al titolare del diritto soggettivo la concreta realizzazione del proprio diritto risultante dal titolo esecutivo.

 

  • Processo cautelare che serve per ottenere un provvedimento idoneo a impedire che nelle more del processo di cognizione o di esecuzione, il diritto oggetto dell'azione di merito subisca un pregiudizio tale da rendere inutile o infruttuoso il successivo provvedimento di merito.

 

 


 

Il dipendente dell'azienda di trasporto urbano non può multare le auto parcheggiate sulle strisce

I dipendenti di aziende esercenti il trasporto pubblico di persone, aventi funzioni ispettive, possono accertare le violazioni in materia di circolazione e sosta limitatamente alle corsie riservate al trasporto pubblico, ex art. 6, comma 4, lett. c), del D.Lgs. n. 285/1992, con esclusione, quindi, dell'esercizio di tali funzioni relativamente ad ogni altra area del territorio cittadino.

 

Corte di Cassazione, sentenza del 6 febbraio 2019 numero 3494

Si applica la condanna per lite temeraria in caso di ricorso completamente erroneo.

Ove le censure contenute nel ricorso per cassazione siano, in parte, inammissibili, perché tendenti ad ottenere rivalutazioni del merito della controversia, ed in parte manifestamente infondate, trova piena applicazione l'istituto della condanna per lite temeraria (art. 96 Codice Procedura Civile), in quanto l'ordinamento, se da un lato, deve universalmente garantire l'accesso alla giustizia ed alla tutela dei diritti, dall'altro, deve tener conto del principio costituzionalizzato della ragionevole durata del processo e della necessità di creare strumenti dissuasivi rispetto ad azioni meramente dilatorie e defatigatorie.

 

Corte di Cassazione, ordinanza numero 5725 del 27 febbraio 2018.

Sottoposto ad intervento per una cisti, si ritrova con la milza asportata: va risarcito.

Secondo la Corte Suprema, sussiste la lesione del diritto all'autodeterminazione allorquando il paziente non abbia ricevuto alcuna preventiva informazione in merito all'operazione effettivamente eseguita, sebbene si sia trattato di tecnica operatoria (nella specie, splenectomia totale) da preferirsi, date le condizioni della paziente.
Corte di Cassazione, sentenza del 15 aprile 2019, numero 10423.