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Tributario
In caso di movimentazioni bancarie sospette l’onere della prova è a carico del contribuente
La presunzione in virtù della quale le movimentazioni bancarie di denaro, risultanti dai dati acquisiti dall'Ufficio, si presumono conseguenza di operazioni imponibili, può essere, pertanto, vinta dal contribuente solo qualora il medesimo offra la prova líberatoria che dei movimenti egli ha tenuto conto nelle dichiarazioni ovvero che questi non si riferiscono ad operazioni imponibili. Questo è quanto stabilito dalla Cassazione civile con l’ordinanza n. 21849/2021.
Esecuzione in danno: sulla riscossione delle spese la giurisdizione spetta al G.O.
Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative alla «riscossione delle somme occorse per la cd. esecuzione in danno», venendo in evidenza un'obbligazione di diritto privato che trova esclusivo presupposto nell'inerzia dell'obbligato all'esecuzione dell'ordinanza (nella specie, contingibile e urgente) e «nel conseguente esercizio del potere sostitutivo della P.A.», senza che sia posto in discussione il provvedimento amministrativo, trattandosi soltanto di accertare il diritto della P.A. al rimborso delle spese sostenute. In questo modo si è espressa la Cassazione civile con la sentenza n. 21640/2021.
La rivalsa di portafoglio è assimilabile all’avviamento
Se ne identifica dunque l'assimilabilità all'avviamento, che costituisce tuttavia una posta iscrivibile nell'attivo dello stato patrimoniale e come tale ammortizzabile nella misura non superiore ad 1/18 ai sensi dell'art. 103, comma 3, del d.P.R. n. 917 del 1986. La rivalsa di portafoglio, in assenza di una specifica disposizione, può essere assimilata all’avviamento, essendo riconducibile al diritto del mandante di rivalersi nei confronti dell'agente subentrante, a titolo di rimborso dell'indennità (di risoluzione) versata all'agente cessato per compensarlo del perduto avviamento o, come anche specificato, della perdita di clientela, di cui si avvantaggia il nuovo agente subentrante. Così ha stabilito la Cassazione civile con l’ordinanza n. 21353/2021.
Società di comodo: la disciplina tributaria nazionale è in contrasto con il diritto UE?
Con l’ordinanza n. 19381/2021, la Cassazione ha sottolineato che la società, ritenuta non operativa, è onerata di una doppia presunzione: 1) relativa al test di non operatività del regime e la seconda 2) riguarda il reddito minimo e la base imponibile minima ai fini IRAP. Successivamente è stato disposto il rinvio alla Corte di Giustizia, sottoponendole il quesito se l’art. 30, 1° c., n. 5, L. 724/1994 (ante riforma), volto ad escludere dalla disciplina delle società di comodo sia le società ed enti quotate in mercati italiani e stranieri ed anche le controllanti e controllate (anche indirettamente), sia in contrasto con il Diritto UE.
Sostegni-bis: il rinvio delle imposte e altre misure fiscali
È stato convertito in legge, con modificazioni, il DL 25 maggio 2021, n. 73, c.d. “Decreto Sostegni bis”, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”. La legge di conversione (L. 106/2021) è stata pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 25 della Gazzetta Ufficiale n. 176 del 24 luglio 2021. Confermata la proroga al 15 settembre per i versamenti delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi da parte dei “soggetti ISA”. Rivisto anche il calendario delle scadenze per la “rottamazione ter” e per il “saldo e stralcio”. Più tempo per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni. Nel presente articolo, un breve riepilogo delle principali misure fiscali.
Cartelle esattoriali: per la prova della notifica basta la copia munita di relata
Ai fini della prova della notifica della cartella non è necessaria la produzione in giudizio dell'originale o della copia autentica della cartella essendo invece sufficiente la produzione o della matrice o della copia della cartella con la relativa relazione di notifica. Così ha stabilito la Cassazione civile con la sentenza n. 20769/2021.
Frodi carosello: l’Amministrazione deve provare la finalità di evasione
In tema di IVA, l'Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente. Così ha stabilito la Cassazione civile con la sentenza n. 20434/2021.
L’inventario generico legittima l’accertamento induttivo puro dell’ufficio
La mancata indicazione, nell’inventario, di beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore e del valore attribuito a ciascun gruppo è una chiara violazione del disposto dell'art. 15, comma 2, D.P.R. n. 600/1973, tale da denotare l’assoluta inaffidabilità della contabilità del contribuente. È pertanto legittimo, secondo quanto ha affermato la Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 17244 del 17 giugno 2021, l’accertamento induttivo puro emesso dall’ufficio in relazione a detta violazione.
Le conseguenze della tardiva risposta alla richiesta di documentazione dell’A.E.
La Corte di Cassazione, Sezione V tributaria, con l’ordinanza n. 16757 del 14 giugno 2021, si è pronunciata in ordine alle conseguenze della tardiva risposta all’invito dell’Agenzia delle entrate a trasmettere i documenti fiscali, inviati dal contribuente comunque nella fase procedimentale anteriore al contenzioso tributario. La pronuncia interpreta la disposizione dettata dall’art. 32 del d.p.r. n. 600 del 1973 come norma che limita il diritto alla prova del contribuente solo per il fatto oggettivo del mancato o tardivo invio della documentazione, a nulla rilevando l’elemento soggettivo dell’intenzionalità di sottrarre all’esame dell’amministrazione tributaria i documenti rilevanti per l’accertamento tributario.
Amministrativo
Decreto semplificazioni: le novità in materia di appalti
Novità sono introdotte in materia di appalti pubblici dal decreto Semplificazioni; di rilievo sono le molte proroghe disposte relative alle diverse disposizioni contenute nell’art. 1, del D.L. 32/2019 (c.d. decreto “sblocca cantieri”) di sospensione di norme del Codice dei contratti pubblici.
Appalto: giudizio di anomalia dell’offerta
Non costituisce causa di esclusione l’omissione dichiarativa avente a oggetto decreti penali di condanna opposti ai sensi dell’art. 464, comma 3, c.p.p. L’opposizione comporta la revoca automatica del decreto penale, rendendolo tamquam non esset, e demandando al successivo giudizio di opposizione l’accertamento del fatto di reato. In sede di verifica dell’anomalia dell’offerta non sussiste in capo alla stazione appaltante alcun obbligo di motivazione specifica laddove la stessa non esprima un giudizio di incongruità dell’offerta atteso che è necessario un giudizio particolarmente motivato, solo nell’ipotesi in cui la valutazione di anomalia o meno di un’offerta risulti di segno negativo, ossia esiti, a seguito dell’esame delle giustificazioni prodotte dall’impresa aggiudicataria in sede procedimentale ovvero acquisite in seno al subprocedimento delineato dall’art. 97, d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50, in un giudizio finale di non congruità. Lo stabilisce il Tar Piemonte, sez. I, sentenza 19 luglio 2021, n. 746.
Conversione D.L. n. 77/2021: le modifiche apportate in sede di conversione
La legge n. 29 luglio 2021, n. 108 (G.U. n. 81 del 30 luglio 2021) ha pubblicato in legge con modificazioni il decreto legge 31 maggio 2021, n. 77, anche comunemente detto Decreto Semplificazioni bis, che ha introdotto disposizioni in materia di Governance per il PNRR e disposizioni in tema accelerazione e snellimento delle procedure e di rafforzamento della capacità amministrativa. La legge di conversione ha sostanzialmente mantenuto l’impianto delle previsioni del decreto legge in questione, apportando comunque alcune novità normative, nell’ambito di un testo che è intervenuto anche sul regime degli appalti pubblici e in materia di procedimento amministrativo, introducendo delle modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241.
Riconoscimento dell’abilitazione all'insegnamento conseguita all’estero
Ai titoli conseguiti da insegnanti che abbiano ottenuto una laurea in Italia (di per sé rilevante senza necessità di riconoscimento reciproco) e l’abilitazione all'insegnamento presso un paese dell'Unione Europea, non può negarsi rilevanza ed efficacia nell'ordinamento italiano. Né può negarsi validità ed efficacia alla qualificazione abilitante all’insegnamento conseguita presso un paese europeo. Pertanto, l’Amministrazione è chiamata unicamente alla verifica che, per il rilascio del titolo di formazione ottenuto in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno. Lo stabilisce il Tar Lazio, sez. III bis, sentenza 10 luglio 2021, n. 8212.
Processo amministrativo: impugnativa dell’atto plurimotivato
In presenza di provvedimenti con motivazione plurima, solo l’accertata illegittimità di tutti i singoli profili su cui essi risultano incentrati può comportare l’illegittimità e il conseguente effetto annullatorio dei medesimi. Lo stabilisce il Tar Lazio, sez. II, sentenza 9 luglio 2021, n. 8211.
Decreto semplificazioni in G.U.: modifiche alla disciplina del subappalto
Il decreto Semplificazioni, convertito in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (G.U. n. 81 del 30 luglio 2021) tra le molte novità, introduce anche modifiche alla disciplina del subappalto, suddivise tra modifiche di immediata vigenza e modifiche con efficacia differita a decorrere dal 1° novembre 2021.
Il Tar conferma il “Daspo urbano” per la prostituta
Deve ritenersi legittima, in quanto adeguatamente motivata, la misura di prevenzione del divieto di accesso ad alcune zone e/o strade del territorio comunale ubicate nel centro urbano, adottata dal Questore nei confronti di una cittadina dedita all’attività di prostituzione, che sia motivato con riferimento al fatto che l’interessata svolge la predetta attività con modalità tali da mettere in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica, ovvero stazionando sulla pubblica via al fine di contrattare prestazioni sessuali. Lo stabilisce il Tar Marche, sez. I, sentenza 1° giugno 2021, n. 460.
Processo amministrativo: limiti per l’istanza di ricusazione del verificatore
L'istanza di ricusazione del verificatore, che può essere proposta ai sensi dell'art. 20 c.p.a. per i motivi indicati nell'art. 51 c.p.c., deve ritenersi sottoposta a precisi limiti temporali idonei anche a scongiurare espedienti dilatori che mal si conciliano con le esigenze di addivenire ad una definizione del giudizio in tempi ragionevoli, e sono da individuare, in ragione della eadem ratio, in mancanza di una previsione espressa, in quelli indicati dall'art. 67 c.p.a.per le analoghe istanze relative al consulente tecnico d'ufficio, con la specificazione che il termine ultimo entro il quale l'istanza di ricusazione deve essere presentata è da individuare, non essendo previsto il giuramento, entro e non oltre il primo atto del verificatore e, comunque, prima dell'inizio delle operazioni di verificazione, secondo un criterio desumibile anche dall'art. 52 comma 2, c.p.c.. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 9 luglio 2021, n. 5238.
Accesso civico generalizzato al Piano nazionale emergenza e carenza di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse all’actio ad exhibendum determina l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, che ha ordinato l’ostensione del documento contestato, in quanto, sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), 38 e 85 comma 9, c.p.a., nel giudizio amministrativo il rapporto processuale non perde la sua unitarietà per il fatto di essere articolato in gradi distinti, sicché la sopravvenuta carenza o l’estinzione dell’interesse al ricorso di primo grado determina l’improcedibilità non solo dell’appello – indipendentemente da chi l’abbia proposto – ma pure dell’impugnazione originaria spiegata innanzi al giudice di primo grado, e comporta quindi, qualora non si verta in ipotesi di vizio o difetto inficiante il solo giudizio di appello, l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 9 luglio 2021, n. 5213.
Civile
Tracciamento contatti e vaccini nei luoghi di studio e lavoro: le ultime sentenze straniere
Il contenzioso legato al COVID-19 è ancora pendente in molte giurisdizioni. In questa rassegna mensile ci si focalizza sugli ultimi provvedimenti giudiziari riguardanti il tracciamento dei contatti, la vaccinazione dei detenuti, la protezione sanitaria sui luoghi di studio e lavoro, nonché la costituzionalità delle misure di lockdown.
Se l’esecuzione è fondata su titolo giudiziale l’opposizione non può riguardare questioni di merito
In sede di opposizione all'esecuzione promossa in base a titolo esecutivo di formazione giudiziale possono essere dedotte solo questioni relative a fatti modificativi o estintivi del rapporto successivi alla formazione del titolo e non quelle di merito, precluse o non proposte nella competente sede di cognizione. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza 2 agosto 2021, n. 22090.
Per interrompere l’usucapione basta che la citazione sia stata validamente notificata
Anche in materia di diritti reali, l'effetto interruttivo del termine per usucapire, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1165 e 2943 c.c., va riconosciuto anche all'atto di citazione affetto da vizi afferenti alla vocatio in ius (nella specie per difettosa formulazione dell'avvertimento di cui al n. 7 dell'art. 163 c.p.c.) ove l'atto stesso sia stato validamente notificato, e ciò ancorché il convenuto sia rimasto contumace ed il giudice non abbia disposto l'immediata rinnovazione dell'atto ai sensi dell'art. 164 co. 2 c.p.c. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza 30 luglio 2021, n. 21929.
“Giornalismo responsabile”: la CEDU vieta il risarcimento sproporzionato al danno all’immagine
Pronunciandosi su un caso “portoghese” in cui si discuteva della legittimità della decisione delle autorità giudiziarie di accordare un cospicuo risarcimento ad un uomo politico per essere stato rappresentato erroneamente in un servizio televisivo come coinvolto in un giro di pedofilia, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto, all'unanimità, che vi fosse stata la violazione dell'articolo 10 (libertà di espressione), della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il caso vedeva protagonista, come ricordato, la Sociedade Independente de Comunicação (SIC), società di “media” con sede a Oeiras (Portogallo), ed era stato originato da una condanna per diffamazione a carico della società, favorevole al Segretario regionale dell'agricoltura e della pesca del governo regionale delle Azzorre per una notizia erroneamente trasmessa in cui lo si coinvolgeva in un giro di pedofilia (il caso “pedofilia alle Azzorre”). Basandosi sull'art. 10 (libertà di espressione) della Convenzione europea, la società ricorrente aveva sostenuto che la sentenza di condanna avesse violato i suoi diritti, in particolare che i 145.988,28 euro di risarcimento che era stata condannata a corrispondere all’uomo politico erano eccessivi, sottolineando che era l'importo più alto che qualcuno fosse mai stato condannato a pagare in Portogallo per aver leso la reputazione e l'onore di una persona. La Corte di Strasburgo, nell’accogliere le doglianze difensive, la Corte ha ritenuto che l'interferenza con il diritto alla libertà di espressione della società ricorrente fosse effettivamente da ritenersi sproporzionato e non "necessario in una società democratica" ai sensi dell'articolo 10, pur riconoscendo un parziale inadempimento della società ricorrente ad agire in conformità con i principi del “giornalismo responsabile”, ma ravvisando però l’assenza di motivi convincenti per infliggere una sanzione così rigorosa alla luce delle circostanze accertate, e riconoscendo che l’ammontare accordato a titolo di risarcimento del danno era effettivamente eccessivo rispetto all’intensità livello di danno alla reputazione subito dall’uomo politico, avendo assunto la condanna un “effetto raggelante” sulla libertà di espressione e di stampa.
Se l’esercizio commerciale chiude per Covid, il canone di locazione deve essere ridotto
In relazione ai contratti di locazione di immobili urbani, qualora l'immobile locato venga a versare, anche se non per colpa del locatore, in condizioni tali da non consentire il normale godimento del bene in relazione alla sua destinazione contrattuale, il conduttore convenuto in giudizio per il pagamento dell'intero canone, se non può validamente opporre l'eccezione di inadempimento, ha comunque diritto a ottenere una riduzione del canone, proporzionale alla riduzione dell'utilità che il conduttore consegue, a causa dei limiti esistenti al pieno godimento del bene come contrattualmente previsto. Tale principio va applicato anche in ipotesi in cui il conduttore di un esercizio commerciale non possa godere in pieno dell’immobile, in conseguenza dell’obbligo di sospensione dell’attività commerciale disposta autoritativamente quale misura di contrasto all’emergenza epidemiologica dovuta alla pandemia di Covid-19. É quanto stabilto dal Tribunale di Milano con sentenza 28 giugno 2021 n. 4651.
L’intollerabilità delle immissioni può essere accertata anche senza la C.T.U.
In tema di immissioni (nella specie di rumori provocati dallo svolgimento di attività sportive), i mezzi di prova esperibili per accertare il livello di normale tollerabilità previsto dall'art. 844 cod. civ. non debbono essere necessariamente di natura tecnica, non venendo in rilievo l'osservanza dei limiti prescritti dalle leggi speciali (in particolare la legge n. 477 del 1995 sul cosiddetto inquinamento acustico) la cui finalità è quella di garantire la tutela di interessi collettivi e non di disciplinare i rapporti di vicinato, e ciò tanto più nell'ipotesi in cui - trattandosi di emissioni rumorose discontinue e spontanee - le stesse difficilmente sarebbero riproducibili e verificabili su un piano sperimentale. É quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 28 luglio 2021, n. 21621.
La strada è “urbana di scorrimento” anche se la banchina non è idonea per la sosta d’emergenza
Secondo la Cassazione, ordinanza 28 luglio 2021, n. 21604, è legittimo il provvedimento prefettizio che autorizza l'installazione delle apparecchiature “autovelox” su una strada urbana, anche se la banchina non è idonea alla sostanza di emergenza: il D.M. 5.11.2001, pur prevedendo per le nuove strade urbane di scorrimento una larghezza minima della banchina di un metro, esclude, infatti, che la banchina sia destinata alla sosta, sia pure d'emergenza.
Decreto green pass e proroga delle assemblee in videoconferenza: applicabile ai condomini?
Il d.l. n. 105 del 2021, pubblicato sulla G.U. n. 175 del 23 luglio 2021, ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 le disposizioni che consentono lo svolgimento in videoconferenza delle assemblee di associazioni, fondazioni e società: si ripropone il dubbio dell’estensione di tale disciplina, dettata dalle esigenze dell’emergenza epidemiologica, alle assemblee di condominio.
Azione risarcitoria contro lo Stato per fatti di un giudice: l’intervento della Consulta
Con la sentenza n. 169 del 2021 la Corte costituzionale ha dichiarato la non fondatezza, in riferimento agli artt. 3, 101, comma 2, 104, comma 1, e 108 Cost., delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 9, comma 1, della legge 13 aprile 1988, n. 117, come modificato dall’art. 6, comma 1, della legge 27 febbraio 2015, n. 18, nella parte in cui avrebbe imposto al Tribunale investito dell’azione di risarcimento dei danni nei confronti dello Stato per la responsabilità dei magistrati di trasmettere immediatamente, per il solo fatto della proposizione della domanda giudiziale, sempre e comunque, gli atti del procedimento al Procuratore generale presso la Corte di cassazione, determinando così l’obbligo per quest’ultimo di esercitare, nei confronti dei magistrati i cui atti, comportamenti e provvedimenti si assumono forieri di danno, l’azione disciplinare, per i fatti che hanno dato luogo alla proposizione della domanda risarcitoria, poiché all’obbligo di trasmissione degli atti a fini conoscitivi non corrisponde l’obbligo di esercizio dell’azione disciplinare senza il previo accertamento di un illecito disciplinare tipizzato.
Diritto
Rc auto, con il «contratto base» più facile trovare la polizza meno costosa
Pubblicato il contratto base che sarà presente sui siti delle compagnie tramite un modello elettronico standard
Bici lasciata in strada per necessità, scatta l’aggravante per il furto
Pena più severa se il furto è commesso a danno di chi lascia la bicicletta sulla via momentaneamente per sbrigare delle commissioni e non per consuetudine
La giustizia ripopola i tribunali ma salva anche le udienze online
Da mercoledì 1° luglio la giustizia esce con un mese di anticipo dalla fase 2 dell’emergenza. Ma non torna ai ritmi e alle procedure pre-Covid: dovrebbero cessare i rinvii massicci delle udienze, ma la riapertura dei tribunali sarà graduale e non scompariranno le modalità “digitali”
Diffamazione, la Consulta concede un anno al Parlamento
La questione di costituzionalità delle pene detentive per la diffamazione potrebbe essere risolta dal disegno di legge Caliendo, a patto che questo trovi spazio nel calendario parlamentare
La crisi da coronavirus rilancia la corsa al litigation funding in Italia
Fondi di investimento e grandi studi legali registrano un aumento di richieste di cessione delle cause: trend legato anche all’’emergenza sanitaria
La grande distribuzione non risponde per l’olio venduto come extravergine
Va riconosciuta la buona fede del gruppo di supermercati se le lattine sono arrivate chiuse con la garanzia del fornitore sulla qualità del prodotto
No al divorzio: coniugi riconciliati anche con letti separati e vacanze da single
Non si scioglie il matrimonio se dopo la separazione gli ex, pur potendosi permettere due case, tornano a vivere insieme per otto anni
Un aiuto a imprese e cittadini: la Camera arbitrale di Milano taglia i costi delle mediazioni sulle liti da Covid
Dal 1° luglio procedure semplificate e tariffe agevolate per aiutare imprese e consumatori a risolvere le controversie determinate dall’emergenza coronavirus fuori dalle aule dei tribunali
Il successo degli e-Sport porta in campo anche l’avvocato tecnologico
Gli sport virtuali hanno bisogno di legali che uniscano alle competenze giuridiche la capacità di sviluppare business e pubbliche relazioni insieme a un pensiero fuori dagli schemi