Studio legale a Bologna e Gaggio Montano

 

RECUPERO CREDITI STRAGIUDIZIALE E GIUDIZIALE

 

 

La riscossione dei crediti si divide in due fasi: la fase stragiudiziale e la fase giudiziale.

 

La principale differenza fra i due procedimenti è che, mentre durante la fase stragiudiziale si richiede di pagare senza coinvolgere il Tribunale competente (Ordinario o Giudice di Pace), in fase giudiziale ci si rivolge ad un Giudice per ottenere il pagamento di quanto dovuto.

 

 

Fase stragiudiziale del recupero crediti

 

In genere, ogni procedura di riscossione crediti inizia con una fase stragiudiziale.
Questa fase permette di ottenere risultati in tempi brevi e con costi limitati.
Gli strumenti tipici della fase stragiudiziale sono:
- Sollecito di pagamento scritto
- Eventuale stesura del piano di rientro
- Messa in mora e diffida ad adempiere (implica anche l'interruzione del termine di prescrizione)
Tutte queste azioni hanno l'obiettivo di invitare il debitore a pagare in modo spontaneo.

 

 

Fase giudiziale del recupero crediti
Se, nonostante le richieste di pagamento, il debitore continua a non pagare, si può procedere per via giudiziale.
In questo caso, il creditore dovrà rivolgersi al Giudice del Tribunale competente per ottenere una condanna al pagamento con un decreto ingiuntivo
Il decreto ingiuntivo o provvedimento monitorio o ingiunzione di pagamento è un atto giudiziario con il quale il giudice, su richiesta del creditore, ingiunge al debitore:
- il pagamento di una somma di denaro
- la consegna di una determinata quantità di cose fungibili
- la consegna di una cosa determinata

 

Per richiedere un decreto ingiuntivo il credito deve essere:
- Certo, ossia i diritti di credito devono avere un oggetto determinato
- Liquido, ossia espresso in misura determinata;
- Esigibile, ossia il termine di pagamento deve essere scaduto
- Documentato attraverso una prova scritta

 

 

Una volta emesso il decreto ingiuntivo, esso va notificato al debitore (la notifica deve avvenire entro 60 giorni dal deposito del decreto in cancelleria) che ha 40 giorni di tempo per opporsi. La notifica determina la pendenza della lite e interrompe il decorso della prescrizione.
Se il debitore decide di avanzare una difesa, vengono avviati procedimenti civili ordinari. Se invece il debitore decide di non avanzare una difesa, dovrà pagare il capitale maggiorato di interessi e le spese legali liquidate nel decreto ingiuntivo stesso. In questo caso, il decreto ingiuntivo diventa definitivo e il creditore può chiedere l'apposizione della formula esecutiva.
Ne segue la notifica del titolo esecutivo e del precetto e, decorsi 10 giorni, l'inizio dell'esecuzione forzata. Inoltre, quando il decreto è divenuto esecutivo, il creditore può iscrivere ipoteca giudiziale

 

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Diritto Amministrativo

 

 

Lo Studio Legale offre servizi di consulenza ed assistenza legale su qualsiasi problematica relativa al Diritto Amministrativo dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), al Consiglio di Stato, in sede arbitrale e dinanzi alle altre autorità giurisdizionali e amministrative.

Nello specifico lo Studio offre assistenza nei seguenti ambiti:

 

 

 

  • Appalti pubblici inerenti lavori, servizi e forniture

  • Edilizia e urbanistica

  • Procedure concorsuali

  • Diritto dell'ambiente

  • Espropriazioni per pubblica utilità

  • Diritto di accesso agli atti

  • Pubblico impiego e commercio

  • Concessione di beni e servizi pubblici

  • Controversie su rilascio o rinnovo permesso di soggiorno

 


 

 

 

 

Il permesso di soggiorno consente agli stranieri e agli apolidi presenti sul territorio dello Stato di soggiornare in Italia, alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa vigente; chi arriva in Italia per la prima volta ha 8 giorni lavorativi, dal suo ingresso nel territorio dello Stato, per chiedere il permesso di soggiorno. Il permesso di soggiorno è rilasciato dalla Questura in cui abita lo straniero, previo accertamento della sua identità personale. La durata del permesso di soggiorno è quella prevista dal visto d'ingresso.

 

Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Lo straniero può chiedere al Questore del luogo ove ha la residenza il rilascio, per sé e per i propri familiari, del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo purché siano documentati i requisiti richiesti. Tale titolo di soggiorno può essere richiesto solo da chi possiede un permesso di soggiorno in corso di validità da almeno 5 anni.

La pregressa permanenza quinquennale in Italia è, infatti, un requisito indispensabile per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Deve essere inoltre dimostrata la disponibilità di un reddito minimo non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e che il cittadino straniero non sia pericoloso per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

 

 

 

 

 

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Diritto Tributario

 

 

Lo Studio Legale offre assistenza in tutte le fasi di verifica, accesso, ispezione della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate, e dei successivi momenti accertativi, con scritti difensivi, accertamenti con adesione, procedimenti in autotutela, definizioni agevolate, reclami, interpelli, conciliazioni, mediazioni e transazioni fiscali. Interviene nei procedimenti cautelari, conservativi e di riscossione coattiva a mezzo ruolo dei carichi tributari (cartelle di pagamento, accertamenti esecutivi, avvisi di addebito), promossi dall' Agenzia delle Entrate Riscossione.

Nello specifico lo Studio offre assistenza nei seguenti ambiti:

 

 

 

 

  • Contenzioso tributario

  • Fiscalità immobiliare

  • Pianificazione fiscale

  • Ricorsi per rimborso IRAP 

 

 

 

 

 

 

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Diritto Civile

 

 

Lo Studio Legale garantisce ai propri clienti un'assistenza professionale integrale, offrendo un'attività di consulenza stragiudiziale ed assistenza giudiziale innanzi a Autorità Giudiziarie ed Arbitrali sia italiane che straniere, mettendo a disposizione uno strategic team di professionisti con specifiche competenze nei settori del Diritto Civile. 

Nello specifico lo Studio offre assistenza nei seguenti ambiti:

 

 

 

  • Diritto di famiglia, con particolare riguardo alla separazione e al divorzio

  • Recupero crediti

  • Responsabilità civile

  • Risarcimento del danno

  • Diritto sanitario - responsabilità medica - responsabilità amministrativa

  • Diritti del consumatore

  • Vertenze in materia condominiale e gestione immobili compresi contratti di locazione

  • Sinistri e infortunistica stradale

  • Testamento e successione

  • Controversie relative a gestori servizi

  • Richiesta agevolazioni previste dalla L.104/1992

  • Diritto dei contratti

  • Tutela avverso tasso usurario

 

 

 

 

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GESTIONE IMMOBILI

 

 

 

Lo Studio offre un servizio di gestione globale, continuativa ed integrata di immobili e patrimoni immobiliari ad uso civile, commerciale ed industriale.

 

 

 

Consulenza tecnica, amministrativa, fiscale e legale.

 

 

 

Spese condominiali: chi si oppone al pagamento non può eccepire l'invalidità della delibera condominiale.

Nel giudizio relativo all'opposizione a decreto ingiuntivo azionato dal condominio per la riscossione delle quote condominiali, è preclusa al condomino la possibilità di far valere vizi della delibera condominiale, oltretutto, oltre il termine dei trenta giorni stabiliti dall'art. 1137 c.c. 

Corte di Cassazione, sentenza numero 10586 del 16 aprile 2019

Consiglio di condominio: decisioni vincolanti solo se approvate anche dall'assemblea.

Il novello art. 1130 bis c.c. consente all'assemblea, nell'ambito delle attribuzioni attribuitile seppure a titolo esemplificativo dall'art. 1135 c.c., di nominare, oltre all'amministratore, anche un consiglio di condominio, un organo cioè votato a garantire una più efficiente e trasparente tutela degli interessi dei condomini nei complessi immobiliari con più di dodici unità immobiliari e dunque dotati di molteplici strutture comuni.
Le decisioni assunte da tale più ristretto consesso condominiale sono vincolanti per i codomini solo se rimesse ad una successiva approvazione dell'assemblea.
Corte di Cassazione, ordinanza numero 7484 del 15 marzo 2019.

Registro dell'Anagrafe Condominiale

Con l'art. 1130, comma 6, la nuova Legge sul Condominio attribuisce all'amministratore l'onere di curare la tenuta del Registro dell'Anagrafe Condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari dei diritti reali e di diritti personali di godimento, compresivi del codice fiscale, della residenza o domicilio, dei dati catastali di ciascuna unità immobiliare.
Ogni variazione deve essere comunicata in forma scritta all'amministratore entro 60 giorni.