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Decreto liquidità: sospensione dei versamenti di aprile e maggio per chi ha un calo di fatturato.

 

 

 

 

 

Dopo il DL "Cura Italia" (DL 17.3.2020 n. 18), arriva il nuovo decreto legge 8.4.2020 n. 23, cosiddetto "DL Liquidità", pubblicato sulla G.U. n. 94 serie generale dell'8.4.2020, recante misure fiscali di favore nei confronti di varie categorie di contribuenti nonché disposizioni di sostegno economico alle imprese e ai lavoratori autonomi e finalizzate a contrastare l'emergenza COVID-19.

 

 

Quanto alle misure fiscali, viene disposta la sospensione dei versamenti in scadenza ad aprile e maggio, per imprese e professionisti che registrano un calo di fatturato di almeno il 33% (soggetti con volume fino a 50 milioni di euro) o di almeno il 50% (soggetti con volume oltre a 50 milioni di euro).

 

 

I soggetti che non registrano riduzioni di fatturato non possono avvalersi di sospensioni e sono pertanto chiamati ad eseguire i versamenti nei termini ordinari. Il DL Liquidità amplia inoltre l'elenco degli adempimenti rinviati.

 

 

Ampliato, infine, l'ambito oggettivo di applicazione del credito di imposta per spese di sanificazione.

 

 

 


 

 

Agenzia delle Entrate, le nuove scadenze fiscali 2020

 

A seguito dell'emanazione del Dl n. 9/2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 53 del 2 marzo 2020, sono prorogati i termini di alcune scadenze fiscali in tutto il territorio nazionale.

 

 

 

 

Slitta dal 7 al 31 marzo 2020 il termine entro cui i sostituti di imposta devono trasmettere la Certificazione Unica e dal 28 febbraio al 31 marzo quello entro cui gli enti terzi devono inviare i dati utili per la dichiarazione precompilata.

È prorogato al 5 maggio 2020 - dalla precedente data del 15 aprile - il giorno in cui sarà disponibile per i contribuenti la dichiarazione precompilata sul portale dell'Agenzia.

 

Infine, passa dal 23 luglio al 30 settembre 2020 la scadenza per l'invio del 730 precompilato.

 

 

Scadenze Fiscali 2020

 

 

 


 

 

Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19". Risposte a quesiti.

 

 

Con il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" (c.d. "Decreto Cura Italia", di seguito Decreto) sono state introdotte misure volte a proteggere la salute dei cittadini, a sostenere il sistema produttivo e salvaguardare la forza lavoro.


In particolare, relativamente a tali ultimi due obiettivi, il Decreto prevede specifiche disposizioni, anche di carattere tributario, volte ad affrontare l'impatto economico dell'emergenza COVID-19 sui lavoratori, sulle famiglie e sulle imprese.


Le misure di carattere fiscale recate dal Decreto sono contenute principalmente nel Titolo IV rubricato "Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese" ed attengono ai seguenti profili:


- proroga e sospensione dei termini per versamenti ed altri adempimenti tributari;
- sospensione termini delle attività degli enti impositori e del versamento dei carichi affidati all'agente della riscossione;
- misure agevolative specifiche a sostegno delle imprese e dei lavoratori, nonché incentivi fiscali per le erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto dell'emergenza COVID-19.


Ulteriori previsioni di carattere fiscale sono recate anche da singole disposizioni inserite nell'ambito del Decreto con riferimento, fra l'altro, alle "Misure a sostegno del lavoro" (Titolo II) ed alle "Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario" (Titolo III).


Da segnalare poi, tra le disposizioni inserite nel Tiolo V ("Ulteriori disposizioni"), quelle relative al differimento delle udienze ed alla sospensione dei termini per i procedimenti giurisdizionali in materia tributaria, nonché alla sospensione dei termini per i procedimenti amministrativi.



Al fine di illustrare la portata delle previsioni fiscali del Decreto che interessano i contribuenti e delle norme che esplicano effetti sull'attività degli uffici dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle entrate Riscossione, sono stati forniti primi chiarimenti con i seguenti documenti di prassi:


- risoluzione n. 12/E del 18 marzo 2020 ("Sospensione dei versamenti tributari e contributivi a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 – primi chiarimenti");
- circolare n. 4/E del 20 marzo 2020 ("Articolo 67 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 – chiarimenti e indicazioni operative sulla trattazione delle istanze di interpello nel periodo di sospensione dei termini");
- circolare n. 5/E del 20 marzo 2020 ["Primi chiarimenti in merito ai termini per il pagamento degli importi dovuti a seguito di accertamenti esecutivi - Articoli 83 e 68 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. Decreto ‘Cura Italia')"];
- risoluzione n. 14/E del 21 marzo 2020 ("Sospensione dei versamenti tributari e contributivi a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 – ulteriori precisazioni");
- circolare n. 6/E del 23 marzo 2020 ("Sospensione dei termini e accertamento con adesione - Articoli 67 e 83 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. decreto ‘Cura Italia') – Primi chiarimenti");
- circolare n. 7/E del 27 marzo 2020 ("Articolo 67 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 – chiarimenti e indicazioni operative sulla trattazione delle istanze di accordo preventivo per le imprese con attività internazionale e di determinazione del reddito agevolabile ai fini del c.d. patent box.").


Con la risoluzione n. 13/E del 20 marzo 2020, inoltre, è stato istituito il codice tributo per l'utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d'imposta di cui all'articolo 65 del Decreto Cura Italia ("Credito d'imposta per botteghe enegozi").


A seguito dei quesiti pervenuti da parte delle associazioni di categoria, delle Direzioni Regionali dell'Agenzia delle entrate nonché di professionisti ed altri contribuenti in merito all'ambito applicativo delle previsioni fiscali contenute nel Decreto, con la presente circolare, ad integrazione dei documenti di prassi sopra richiamati, vengono forniti ulteriori chiarimenti, sotto forma di risposta ai quesiti.

 


Al fine di rendere sistematica la trattazione degli argomenti nonché di facilitare la fruizione e la lettura del documento, i quesiti trattati sono suddivisi per aree tematiche omogenee sulla base del contenuto che caratterizza le singole previsioni fiscali contenute nel Decreto.

 

 

 

 

 

 


 

 

Processo tributario

 

Per le liti tributarie esistono due gradi di giudizio di merito:

primo grado, dinanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente, si può ricorrere contro gli atti emessi dagli uffici delle Agenzie delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli, dagli Enti locali e contro le cartelle di pagamento e i provvedimenti emessi dagli agenti e dai concessionari della riscossione;

appello, dinanzi alla Commissione tributaria regionale, si può proporre impugnazione per le sentenze emesse dalle Commissioni tributarie provinciali.

Contro le sentenze della Commissione tributaria regionale è possibile ricorrere per Cassazione.
Inoltre, sull'accordo delle parti, la sentenza della Commissione tributaria provinciale può essere impugnata direttamente con ricorso per cassazione (a norma dell'art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile).

Rientrano nella giurisdizione delle Commissioni tributarie:
tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali, le sovrimposte e le addizionali, le sanzioni amministrative, gli interessi e ogni altro accessorio le controversie di natura catastale, come quelle concernenti, ad esempio, l'intestazione, la delimitazione, l'estensione, il "classamento" dei terreni e l'attribuzione della rendita catastale, nonché le controversie attinenti l'imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni.


Tramite una banca dati, il contribuente ha la possibilità di utilizzare una procedura telematica per verificare lo stato di lavorazione del ricorso presentato, conoscere la data fissata per le udienze e la composizione del collegio giudicante.
L'accesso alla banca dati è consentito ai cittadini e ai Comuni per i ricorsi in cui sono parte in causa, nonché ai soggetti abilitati (professionisti, associazioni) al servizio telematico "Entratel".

I cittadini possono accedere alle informazioni se in possesso degli estremi di identificazione che consentono l'abilitazione al servizio telematico Fisconline.

Nella Gazzetta Ufficiale 10 agosto 2015, n.184, è stato pubblicato il Decreto del Direttore Generale delle Finanze, contenente le regole tecniche per l'avvio del processo tributario telematico.
Il decreto costituisce la prima attuazione dell'articolo 3, comma 3, del Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, "Regolamento recante la disciplina dell'uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111", pubblicato a sua volta nella G.U. 14 febbraio 2014, n. 37.

L'accesso ai servizi del S.I.Gi.T. (www.giustiziatributaria.gov.it) deve avvenire previa registrazione delle parti processuali (agenzie fiscali, enti della riscossione, camere di commercio, enti territoriali locali, professionisti e cittadini), e richiede il possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e di una firma digitale valida.

 

La costituzione telematica consente alle parti processuali di:

 

  • effettuare con modalità telematiche il deposito dei ricorsi e degli altri atti processuali presso le Commissioni tributarie
  • accedere al fascicolo processuale informatico del processo e consultare tutti gli atti e i provvedimenti emanati dal giudice

 

 

 

 


 

Notifica cartelle esattoriali: invalida se fatta a mani di una persona "amica".

In tema di notifiche di cartelle esattoriali, la Corte di Cassazione ha disposto che non può ritenersi valida la notifica fatta nella mani di una persona qualificatasi come "amica", in quanto il rapporto amicale è cosa diversa dal rapporto di parentela, né la persona amica è qualificabile come addetta alla casa.
Corte di Cassazione, ordinanza n. 9371 del 4 aprile 2019.

Nel 2019 fatturazione elettronica negli appalti pubblici uniforme a livello europeo

Con lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 27 settembre viene recepita nell'ordinamento italiano la direttiva 2014/55/UE, relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici. L'obiettivo della direttiva è quello di diffondere un sistema di fatturazione standard negli Stati membri dell'Unione Europea. Dal 18 aprile 2019, le amministrazioni ed enti appaltanti dovranno ricevere ed elaborare le fatture elettroniche conformi allo standard europeo. Nel 2019 si assisterà pertanto da un lato all'avvio della fatturazione elettronica per tutti, dall'altro all'ulteriore passaggio alla fattura elettronica europea per le amministrazioni ed enti appaltanti.

La concreta ricezione delle fatture avverrà attraverso il Sistema di Interscambio, che verrà opportunamente adeguato.

Processo tributario: quando la sentenza illeggibile è nulla.

La Corte di Cassazione chiarisce ulteriormente i casi nei quali la sentenza illeggibile, o leggibile solo a costo di sforzi interpretativi che possono portare a interpretazioni discordanti del suo contenuto, è nulla per violazione delle disposizioni del codice di rito e del d.lgs. n. 546 del 1992 in tema di contenzioso tributario.

Il Giudice di Legittimità poi chiarisce come la parte che intenda denunciare la sentenza impugnata per mancata applicazione del principio di non contestazione ex art. 115 c.p.c. debba trascrivere nel ricorso gli atti e i documenti dai quali la Corte possa evincere l'assenza di contestazione da parte dell'avversario, nel rispetto del canone di autosufficienza e quindi a pena di inammissibilità del motivo.

Corte di Cassazione, ordinanza n. 21871/2018.

La spesa inerente l'affitto dello studio medico non giustifica di per se il pagamento dell' IRAP

Poiché il presupposto impositivo dell'IRAP (imposta regionale sulle attività produttive introdotta con il decreto legislativo del 15 dicembre 1997, n. 446) è costituito dal requisito dell'autonoma organizzazione dell'attività svolta dal professionista, non appaiono idonee a giustificare l'obbligo del tributo le spese sostenute dal medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale relative all'affitto dei locali destinati allo svolgimento dell'attività professionale. 

Corte Suprema di Cassazione Civile Ord. Sez. 6 Num. 28174 Anno 2018


La Voluntary Disclosure: convenienza per il cliente, un vantaggio per il MEF

 

La voluntary disclosure (collaborazione volontaria) è un istituto che permette, a coloro che detengono capitali all'estero ed hanno violato gli obblighi in materia di dichiarazione annuale sui redditi detenuti, di "autodenunciarsi" alle autorità fiscali e di sanare la loro posizione sia in materia di imposte dirette ed indirette che in riferimento ai contributi previdenziali; è stata introdotta in Italia dall'articolo 1 della legge 186/2014.
La prima fase del provvedimento ha riguardato le irregolarità compiute a partire dal 2009 e fino al 30 settembre 2014. Le richieste di collaborazione volontaria per la regolarizzazione di queste posizioni potevano essere presentate fino al 30 settembre 2015.
La procedura di voluntary disclosure bis è stata introdotta dall'art. 7 del D.L. n. 193 del 2016.
Rientrano nella procedura di voluntary-bis le violazioni degli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale commesse dal 2010 al 2016.
La procedura di collaborazione volontaria si differenzia dallo scudo fiscale, poiché il relativo procedimento è di carattere nominativo.
D'altra parte, la voluntary disclosure non è assimilabile nemmeno ad un condono fiscale, in quanto, a differenza di questo ultimo, le imposte dovute ed accertate dovranno essere pagate interamente.
La richiesta di adesione alla voluntary disclosure va presentata all'Agenzia delle Entrate.
Può essere lo stesso contribuente a farne richiesta o può delegare uno dei professionisti autorizzati, come revisori contabili e avvocati. La collaborazione volontaria viene richiesta spontaneamente dal contribuente e non può essere utilizzata quando viene notificato un accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Il dichiarante è tenuto al pagamento in misura piena delle imposte e gli interessi dovuti per tutte le annualità accertabili.

In cambio ottiene uno sconto sulle sanzioni amministrative collegate alla omessa o incompleta compilazione del quadro RW, nonché sulle sanzioni relative alle violazioni in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, IRAP, IVA e alle violazioni degli obblighi dei sostituti d'imposta.
Viene inoltre prevista la non punibilità dei reati di omessa e infedele dichiarazione, di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false o di altri artifici, nonché dei reati di omesso versamento di ritenute certificate e di omesso versamento IVA.